UN SACCO BELLO i film restaurati dalla cineteca di Bologna tornano al cinema

Regia di Carlo Verdone

Genere CommediaItalia, 1980,

durata 99 minuti.

Grazie al lavoro di restauro della Cineteca di Bologna, torna oggi in sala in una splendida versione 4K Un sacco bello (1979), l’esordio alla regia di Carlo Verdone, uno dei debutti più folgoranti e popolari della commedia italiana.

Costruito come un film in tre episodi — senza titoli che li separino — Un sacco bello è soprattutto una straordinaria galleria di personaggi. Verdone, allora noto al pubblico televisivo per i suoi interventi nei varietà, porta sul grande schermo il suo talento di trasformista interpretando più ruoli, ciascuno costruito con precisione mimica, linguistica e caratteriale.

Tra questi spicca Enzo, spaccone romano dai jeans attillati, dalla camicia aperta sul petto e dal ciondolo al collo, deciso a partire per un improbabile viaggio-lampo da Roma a Cracovia alla ricerca di avventure e libertà; Ruggero, figlio ribelle che ha abbandonato la famiglia per fondare una comunità hippie e che si ritrova costretto a confrontarsi con il mondo borghese da cui è fuggito; e Leo, timido e impacciato, prigioniero dell’ingombrante presenza della madre e incapace di vivere con naturalezza la sua prima possibile storia d’amore.

Attraverso questi personaggi, Verdone racconta con ironia e affetto un’umanità fragile e riconoscibile: giovani pieni di entusiasmo ma anche di solitudine, padri incapaci di comprendere i figli, piccoli tic sociali e linguaggi quotidiani osservati con una precisione quasi antropologica. È proprio questa capacità di cogliere dettagli, inflessioni e gesti minimi a rendere il film ancora oggi così vivo e divertente.

Se la struttura episodica rivela ancora l’origine televisiva dei personaggi, già qui emergono alcune delle qualità che segneranno tutta la carriera di Verdone: uno sguardo insieme ironico e partecipe, mai volgare, capace di ridere dei propri personaggi senza smettere di voler loro bene.

Il film fu accolto con grande successo e consacrò immediatamente il suo autore: a Verdone andarono il David di Donatello e il Nastro d’Argento del 1980 come miglior attore esordiente.

Rivederlo oggi sul grande schermo, restaurato e riportato alla qualità visiva originale, significa ritrovare non solo l’inizio di una carriera fondamentale per la commedia italiana, ma anche un ritratto fresco, scanzonato e teneramente malinconico di un’Italia e di una gioventù alla fine degli anni Settanta.

28 APRILE ORE 21,00

29 APRILE ORE 18,30