Regia di Roberto De Paolis
Drammatico, – Italia, 2026,
durata 88 minuti.
Una storia assurda e inquietante sulla colpa, la violenza e l’indifferenza.
Serpenti, diretto da Roberto De Paolis Maino e scritto insieme a Damiano e Fabio D’Innocenzo, è un film italiano del 2026 che affronta il tema della violenza di genere attraverso una storia grottesca, tragicomica e profondamente paradossale.
Il protagonista è Paolo Marra, interpretato da Leonardo Lidi. Paolo ha ucciso sua moglie e, divorato dal senso di colpa, decide di costituirsi. Vuole assumersi la responsabilità di ciò che ha fatto, essere arrestato e scontare la propria pena. Ma quello che dovrebbe essere un gesto semplice e definitivo si trasforma in un’assurda odissea: tra poliziotti distratti, avvocati, cartomanti e ostacoli burocratici, nessuno sembra prendere sul serio la sua confessione.
Paolo si trova così davanti a un paradosso quasi kafkiano: ha commesso un omicidio, vuole essere punito, ma non riesce nemmeno a farsi arrestare.
Una commedia nera sulla violenza
Dietro l’assurdità della vicenda si nasconde un tema estremamente serio: la violenza contro le donne e il femminicidio.
Il film sceglie però di non raccontare la violenza attraverso immagini esplicite o attraverso un tono esclusivamente drammatico. Al contrario, utilizza l’umorismo nero, il grottesco e l’assurdo per mostrare ciò che accade intorno alla violenza: l’indifferenza, il silenzio, la superficialità e l’incapacità di riconoscere fino in fondo la gravità di ciò che è successo.
Il commissariato diventa così una sorta di piccolo modello della società. I personaggi che Paolo incontra rappresentano atteggiamenti diversi davanti alla sua colpa e alla sua confessione. Tutto sembra funzionare secondo regole incomprensibili, mentre la gravità del femminicidio rischia paradossalmente di passare in secondo piano.
Perché vedere Serpenti?
Serpenti è interessante perché affronta un tema difficile senza seguire una strada prevedibile. Il film non cerca semplicemente di spiegare la violenza di genere, ma ci mette davanti a una situazione assurda che, proprio attraverso il paradosso, diventa ancora più inquietante.
La domanda che rimane è soprattutto una: cosa succede quando una società non riesce più a riconoscere la gravità della violenza?
Paolo è allo stesso tempo carnefice e uomo tormentato dal rimorso. Il film non giustifica ciò che ha fatto, ma utilizza la sua figura per riflettere sulla colpa, sulla responsabilità e sulla possibilità — o impossibilità — di espiare.
Anche per questo Serpenti può essere letto come una riflessione più ampia sulla società contemporanea: una società nella quale spesso si parla della violenza quando ormai è troppo tardi, mentre prima del gesto possono prevalere silenzio, superficialità e indifferenza.
Con un cast che comprende Leonardo Lidi, Alessandro Borghi, Pietro Castellitto e Valeria Golino, il film costruisce un mondo surreale ma allo stesso tempo riconoscibile, capace di far sorridere e subito dopo mettere a disagio.
Un film che usa l’assurdo per parlare di qualcosa di terribilmente reale: la violenza, la colpa e l’indifferenza che può circondarle.
GIOVEDI’ 10/09 |
21,00 |
VENERDI’ 11/09 |
21,00 |
SABATO 12/09 |
18,45-21,00 |
DOMENICA 13/09 |
18,45-21,00 |
MARTEDI’ 15/09 |
21,00 |

