Genere Commedia, – Francia, 2025, durata 114 minuti
Mehdi è un giovane cuoco algerino che vive a Lione e sta per realizzare il suo sogno: aprire un bistrot insieme alla sua fidanzata Léa.
C’è però un piccolo problema. Sua madre Fatima non sa che Léa esiste.
Fatima vorrebbe infatti che il figlio sposasse una ragazza algerina e ha già in mente la candidata perfetta. Mehdi, che non ama i conflitti e soprattutto non vuole deludere nessuno, decide così di continuare a vivere su due binari paralleli: da una parte la sua famiglia e le sue tradizioni, dall’altra Léa e la sua nuova vita francese.
Ma quando Léa insiste per conoscere la futura suocera, Mehdi escogita una soluzione decisamente folle: chiede a Souhila, la vulcanica proprietaria di un bar, di fingere di essere sua madre.
Da questo momento le cose, naturalmente, sfuggono di mano.
Spezie e bugie è una commedia degli equivoci che, dietro le risate, affronta un tema molto attuale: come trovare la propria identità quando ci si trova a vivere tra due culture?
Mehdi è diviso tra ciò che la sua famiglia si aspetta da lui e ciò che lui desidera realmente. E questa difficoltà emerge anche nella sua cucina: è un cuoco bravissimo, ma ha quasi cancellato le proprie origini dai suoi piatti. Sa preparare una splendida bisque di astice, ma non sa fare il cous cous.
È una metafora semplice ma efficace: Mehdi sa cucinare per gli altri, ma deve ancora imparare a cucinare la propria storia.
A rendere il film particolarmente piacevole è soprattutto Hiam Abbass, che interpreta Souhila con grande energia e ironia. Il suo personaggio è imprevedibile, esuberante e completamente fuori dagli schemi, e finisce per diventare la vera anima della storia.
Tra piatti raffinati, tradizioni familiari, bugie sempre più difficili da gestire e una serie di situazioni esilaranti, Spezie e bugie racconta con leggerezza il confronto tra generazioni, culture e aspettative.
Perché crescere significa anche questo: smettere di cercare di essere la persona che gli altri vogliono e trovare finalmente il coraggio di essere se stessi.
E forse, proprio come in cucina, il segreto sta nel trovare il giusto equilibrio tra gli ingredienti.

